Programma Elettorale

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VERSO LA REGIONE, UNA COMUNITA' IN CAMMINO

In questa fase di transizione, durante la quale si impone come necessario ripensare l’essenza stessa delle Regioni, un progetto politico serio deve proporsi in maniera analitica. Se la spallata risolutiva, ed una effettiva riforma dell’architettura istituzionale, non possono che competere a livelli di governo sovraterritoriali, sarà l’attenzione al quotidiano delle comunità del terriotrio, a conferire un senso all’azione politica di chiunque si proponga di intervenire alla scala territoriale e istituzionale regionale.

Occorre essere realisti. I problemi strutturali della Campania vanno considerati in una prospettiva macroregionale, nel quadro più ampio della “questione meridionale” (che sembra tornare di moda), concepita però come sfida europea, ed affrontati con un piano di investimenti pubblici controllati, anche di fonte europea, ispirato al modello della Germania post-riunificazione.
Intanto, la classe dirigente locale deve proporsi di affrontare il disagio sociale, alleviando nella dimensione quotidiana le sofferenze, soprattutto delle famiglie.
Mettere al centro dell’azione di governo la famiglia non vuole essere solo questo. L’idea è quella di fare leva sulla famiglia, come corpo intermedio fondamentale, per un governo del territorio improntato al principio di sussidiarietà.
Un grande patto comunitario, che metta in rete risorse e competenze che appartengono alle istituzioni e alla società, coinvolgendo la famiglia e i corpi intermedi che ruotano intorno ad essa.


IN CONCRETO: IL NOSTRO PROGRAMMA

WALFARE

Le Sfide che il nostro tempo ci pone di fronte impongono un ripensamento dello stato sociale, in termini di walfare community. In altri termini vanno coinvolti tutti gli attori sociali nella gestione delle politiche per le fasce deboli della società. Occorre pertanto analizzare le situazioni che sembrano maggiormente bisognose di intervento, quali ad esempio quelle legate ai servizi alle famiglie.
In concreto noi proponiamo:
  1. Promozione del sistema dei voucher sociali presso gli ambiti sociali territoriali, in maniera da aprire al libero mercato un settore dominato da potentati feudali, che non sempre assolvono adeguatamente alle funzioni sociali cui sono deputati; In altri termini l’idea è quella di lasciare ai destinatari degli interventi sociali la libera scelta del fornitore del servizio che ritengono migliore.
  2. Attivazione di tutte le misure necessarie per l’implementazione di una rete di asili condominiali e altre forme sperimentali di assistenza alla maternità e all’infanzia; Migliore o verificare la corretta applicazione della legge esistente in merito. 
  3. Proposte per l’introduzione di criteri per l’applicazione imposte e tasse locali legate al quoziente familiare, come ad esempio sul modello francese, in modo da sostenere e agevolare le famiglie numerose.
  4. Proporre interventi di sostegno per contrastare il fenomeno dell’impoverimento dei padri separati.
  5. Creazione di un   fondo di garanzia regionale per agevolare l’acquisto della prima casa per le giovani coppie della Regione Campania.
  6. Proporre la creazione di un organismo ispettivo che controlli l’adeguatezza alle leggi dei servizi alla persona erogati e le dovute necessità degli erogatori.
ISTRUZIONE:

esistono degli strumenti e delle risorse, messe a disposizione dalla Regione, che accompagnano le famiglie, quali per esempio quelli che poi si concretizzano nelle cosiddette cedole librarie. Certamente, bisogna rendere più efficiente il meccanismo, soprattutto in fase di erogazione dei contributi. Ma al netto di questo, in questo frangente storico alle scuole andrebbe affidato il  compito più ampio di aprirsi ai territori  e alle comunità.
In tal senso noi proponiamo:
  1. Ispirandosi all’idea che animava il programma “Scuole aperte”, si propone pertanto un piano di potenziamento delle attività, socio-culturali, sportive e ludiche, che le scuole vorranno varare in oriario pomeridiano, o comunque extrascolastico, magari in collaborazione e sostegno con le associazioni del territorio.
  2. Istituzione di una commissione che promuova un servizio di mensa scolastica incentrato sui principi della dieta mediterranea e della sana alimentazione, attraverso la creazione di un progetto specifico affidati a medici e biologi nutrizionisti.
  3. Promuovere la mobilità degli studenti attraverso convenzioni con gli enti locali  e con consorzi di trasporti pubblici, per agevolazioni sull’acquisto di abbonamenti e ticket.

SANITA’:

Realisticamente, la vera battaglia per un sistema sanitario più efficiente si combatte sul terreno del contenimento della spesa pubblica relativa. Tuttavia, si possono trovare le risorse per affiancare le famiglie, in alcuni situazioni che si stanno rivelando da ultime emergenziali:
  1. Sostegno alle famiglie che si trovano a dover affrontare nuove emergenze sanitarie, quali i casi di Alzheimer, o altre malattie degenerative;
  2. Ispirandosi alla filosofia della prevenzione del rischio, al posto di quella obsoleta del contenimento del danno, contrasto tenace alle nuove dipendenze. In tal senso, e più specificamente, si deve approcciare in maniera sistematica l’emergenza-ludopatia, che coinvolga le Asl, presso le quali istituire servizi di cura ad hoc.

ASSOCIAZIONISMO E TERZO SETTORE:

in un contesto di crisi, gli enti del no profit possono dare un significativo contributo, nel contrasto al disagio sociale. Bisogna conciliare l’esigenza di sostenere le piccole realtà associative, senza dare la stura a sprechi e sperperi. In tal senso proponiamo:

  1. Istituzione di un’Agenzia regionale, che si occupi di sostenere le associazioni più piccole, sia rispetto al numero di iscritti che al volume del fatturato, affiancandole nei percorsi burocratici e legali, aiutandole nell’attività di fund raising, dispensando sulla base di regole precise e rigorose i fondi pubblici, specificamente destinati.
  2. Studiare dei processi e percorsi di velocizzazione rispetto all’assegnazione alle associazioni dei beni confiscati alla criminalità organizzata.
  3. Creare strumenti normativi che permettano l’accesso agevolato a spazi e strutture pubbliche con annesse strumentazioni necessari per lo svolgimento delle attività istituzionali delle associazioni

TURISMO E GESTIONE DEI BENI CULTURALI:

In Campania, i due settori devono obbligatoriamente andare di pari passo. Deve essere quello culturale, il generatore di surplus nel settore del turismo. In tal senso  proponiamo:

  1. Sul modello dell’iniziativa che la Fondazione “Teatro San Carlo” realizzò qualche anno fa, premesso che i fondi che i comuni hanno a disposizione per la cultura sono sempre più esigui, e finiscono per essere sperperati, laddove non ci sia un forte nucleo identitario, in feste e concertini, si potrebbe promuovere una sorta di adozione di grandi istituti culturali, siti archeologici, musei e via discorrendo, da parte delle realtà comunali, con una specifica azione di fund raising. In altri termini, si proporrebbe ai comuni una convenzione in base alla quale essi “adottano” una istituzione culturale di competenza regionale, con un contributo commisurato alle capacità economiche dell’Ente, in cambio di una serie di agevolazioni nell’accesso ai “servizi”, che l’istituzione eroga, destinati ai cittadini dei comuni coinvolti.
  2. Avviare un censimento dei beni culturali, materiali ed immateriali, al fine di procedere alla valorizzazione delle varie realtà locali, rendendo produttivi molti tesori dimenticati o del tutto sconosciuti. Tale azione avrebbe sicuramente ricadute positive anche sul piano occupazionale.
  3. Promuovere in sede istituzionale una battaglia politica contro le proposte di riforma della normativa inerente le guide turistiche abilitate.

TRASPORTI:

La giunta Caldoro ha dovuto affrontare in questi anni, superandole brillantemente, numerose emergenze. Ovviamente non tutto poteva essere risolto in cinque anni. Rimane sul tappeto una questione che riteniamo cruciale in vista della crescita sostanziale della qualità di vita della comunità campana: L’inefficienza del trasporto Pubblico.

Un a situazione che va affrontata a nostro avviso con decisione.

In tal senso noi proponiamo:
  1. L’istituzione di un commissario straordinario che proceda al riordino e alla razionalizzazione di questo settore strategico.
  2. Avviare un programma di mobilità sostenibile che promuova tutte le forme alternative di trasporto, attingendo ai fondi europei specificamente previsti. 

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